Abbiamo scoperto in occasione dei tragici fatti di Viareggio che in Italia é normale che un treno con 14 carri cisterna pieni di GPL transiti a 90 km/h in una stazione ferroviaria dove, come anche i bambini sanno, il passaggio sui numerosi scambi provoca forti sollecitazioni alle meccaniche dei vagoni.
Ed abbiamo visto il ministro Matteoli tirare un sospiro di sollievo quando ha potuto comunicare al mondo che la colpa è della ruggine, per giunta tedesca. Mai una manovra atta a coprire le responsabilità per una tragedia era stata così ben recitata da tutte le parti in causa. Un perfetto gioco di squadra. Perfino Bertolaso che di solito dà qualche tiratina di orecchie a chi non rispetta le leggi o le regole del buon senso, ad esempio ai sindaci che hanno dato il permesso di costruire in zone alluvionali, alle falde dei vulcani, senza rispettare le leggi antisismiche...., questa volta, rivolgendosi ai disastrati di Viareggio ha esclamato: "il governo non vi lascerà soli". Un altro ha dichiarato che è stata una fatalità che il fatto sia avvenuto in stazione "avrebbe potuto accadere in aperta campagna senza provocare vittime".
Come se gli italiani non si fossero accorti che in Italia il deragliamento di un treno è un fatto all'ordine del giorno. Il buon senso non ha suggerito alle emerite "teste di cazzo" preposte alla sicurezza che con un carico del genere, anche se hai dei carri nuovi fiammanti devi pensare anche ad altri fattori, ad esempio la rottura di uno scambio oppure un ostacolo sui binari, quindi adeguare la velocità applicando la logica del buon senso.
P.S.
Scusate per il "teste di cazzo" che più sopra avete letto, ma è il grido dei morti arrostiti e dei feriti ustionati che ancora sono negli ospedali.
Da: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/06/10/intercettazioni-blindato-il-lodo-alfano/
di oggi
Il governo mette la fiducia sul decreto. Napolitano: no ai pm troppo protagonisti
LA POLEMICA
Il ministro della Giustizia: «È il testo della maggioranza». Bocciata mozione contraria di Pd e Idv. L’opposizione insorge: in questo modo il Parlamento viene espropriato di ogni sua prerogativa.
ROMA. Voto di fiducia, oggi alla Camera, sul disegno di legge intercettazioni. E’ la quindicesima fiducia chiesta dall’esecutivo alla Camera, la diciannovesima nei due rami del Parlamento dall’inizio della legislatura. Ieri Montecitorio ha inoltre bocciato la mozione con cui il segretario del Pd Dario Franceschini chiedeva al governo di abrogare il “lodo Alfano”, la norma che protegge dai processi le quattro più alte cariche dello Stato.
Il voto, previsto per le 17.10, sarà su un maxiemendamento che coincide con il provvedimento licenziato dalla commissione Giustizia della Camera integrato dagli emendamenti del relatore Giulia Bongiorno e dal sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo.
Nel testo è stata esplicitata la possibilità per il pubblico ministero di chiedere anche i tabulati telefonici, quando vi siano casi d’urgenza. Lo potrà fare per tutti i reati previsti dall’articolo 266 del codice di procedura penale con un decreto motivato e non successivamente modificabile, da comunicare al tribunale entro 24 ore. Il tribunale dovrà, a sua volta, decidere entro 48 ore se convalidare o meno la richiesta. In caso di mancata convalida, l’acquisizione dei dati non potrà proseguire e i risultati non potranno essere utilizzati.
La decisione del voto di fiducia è stata presa nel corso di una riunione di maggioranza che si è tenuta ieri pomeriggio con ministri della Giustizia Angelino Alfano, dell’Interno Roberto Maroni, della semplificazione legislativa Roberto Calderoli, per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, con la presidente della commissione Giustizia Bongiorno, i capigruppo di Lega e Pdl Cota e Cicchitto e Niccolò Ghedini.
Alfano ha poi dichiarato che «il testo è quello dell’accordo di maggioranza» ed è stato apportato solo «un aggiustamento tecnico».
Poco prima la Camera aveva “affondato” le mozioni del Pd e dell’Idv tese a far abrogare dal governo il “lodo Alfano”.
E’ passata solo la mozione del Pdl, di cui è stato primo firmatario il capogruppo Fabrizio Cicchitto, a favore della riforma dell’ordinamento giudiziario. Intanto del lodo Alfano si è parlato anche nella cena di lunedì ad Arcore tra Berlusconi e Bossi e c’è chi avrebbe proposto di estenderlo anche a ministri e sottosegretari.
Durissime le reazioni dell’opposizione alla decisione dell’esecutivo di porre la fiducia sul decreto intercettazioni. Per Lanfranco Tenaglia, del Partito democratico, «è un pessimo segnale ed è inaccettabile, in quanto il Parlamento viene espropriato completamente di ogni sua prerogativa». Per Felice Casson, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, si chiude «quel mercato dei voti di fiducia in Parlamento i cui capitoli precedenti hanno riguardato prima delle elezioni le tre votazioni sulla sicurezza, così come aveva richiesto la Lega per evitare crisi della maggioranza». «Colpo mortale alla libertà di stampa, una vergogna nazionale», tuona poi Antonio Di Pietro e per Antonio Borghesi (Idv) è «un pugno in faccia agli italiani».
Intanto il presidente della repubblica Giorgio Napolitano definisce «altamente dannoso per la figura del pubblico ministero qualunque comportamento impropriamente protagonistico o chiaramente strumentale ad altri fini». Lo dice al plenum del Csm ricordando di avere già fatto lo stesso richiamo oltre un anno fa nella stessa sede.
Napolitano aggiunge che il Csm negli ultimi tempi «ha lodevolmente esercitato in modo più intenso l’azione disciplinare per quanto ad alcune sue decisioni siano seguiti reazioni inammissibili».
Napolitano sostiene che siano necessari dei «momenti di interlocuzione» più intensi fra il Csm, il ministro della Giustizia e i vertici degli uffici requirenti con i capi delle Procure. Ciò dovrebbe servire a seguire l’evoluzione delle prassi adottate nei singoli uffici favorendo i modelli chi si rilevano utili per prevenire contrasti e rispettare i principi costituzionali oltre a realizzare un uso migliore delle risorse. In definitiva, conclude Napolitano, solo l’effettiva cooperazione tra i soggetti a vario tipo responsabili delle efficienza del sistema giustizia può consentire il superamento delle attuali difficoltà e il sereno, autonomo e indipendente svolgimento di una funzione posta all’esclusivo servizio del cittadino.
(rassegna stampa Messaggero Veneto)
Da http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/ddl-sicurezza-5/fiducia/fiducia.html?ref=rephpnews
di ieri
ROMA - Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul ddl intercettazioni. "Il testo è quello dell'accordo di maggioranza", ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine di una riunione di maggioranza a Montecitorio. Nella norma in votazione non ci sarà traccia delle modifiche avanzate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. "Ma quale Grasso..." ha risposto ai giornalisti che domandavano chiarimenti il senatore Niccolò Ghedini, legale del premier.
Domani il voto. La votazione sulla fiducia si terrà domani nel tardo pomeriggio, dopo l'illustrazione degli emendamenti e le dichiarazioni di voto. In settimana il voto finale sul provvedimento che dovrà passare al Senato.
Il contenuto del ddl. Il pm potrà quindi chiedere di intercettare solo se ci saranno "evidenti indizi di colpevolezza" e solo se saranno "assolutamente indispensabili". Solo nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno indizi "sufficienti". Le intercettazioni non potranno essere pubblicate neppure parzialmente fino alla conclusione delle indagini preliminari. E per i giornalisti che violeranno il divieto di pubblicazione sui quotidiani, torna il carcere trasformabile in sanzione pecuniaria.
Respinta mozione Pdl-Idv. Prima che il ministro della Giustizia annunciasse che sul ddl della sicurezza sarebbe stata imposta la fiducia, la Camera aveva bocciato la mozione con cui il segretario del Pd Dario Franceschini, insieme all'Idv, chiedevano al governo di abrogare il Lodo Alfano, approvato l'anno scorso, che istituisce lo scudo processuale nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato durante la loro permanenza in carica: presidente della Repubblica, presidente del Senato e della Camera; presidente del Consiglio dei ministri.
Lista n° 1 -- Candidato Sindaco: Zerbini Daniele.
Candidati consiglieri: Renzoni Gianfranco, Zerbini Marino, Balchesini Alessandro, Di Carlo Marco, Filanti Andrea, Giovagnoli Emanuele, Macchiarelli Irene, Marinoni Francesca, Rossi Diego.
Lista n° 2 -- Candidato Sindaco Giorgini Davide.
Candidati consiglieri: Amadori Yuri, Cesarini Gabriele, Maiani Michele, Manenti Federica, Marini Michele, Mariotti Fabio, Monaldi Massimo, Spadini Andrea, Asprea Simone, Calisti Terenzio, Chiarabini Carlo, Penserini Sergio.
Lista n° 3 -- Candidato Sindaco: Lancioli Domenico.
Candidati consiglieri: Zerbini Roberto, Santini Graziano, Sensolini Lidia, Filanti Nicola, Fiorni Elia, Bonci Danilo, Filanti Ivo, Santini Angelo, Severini Pierina.
Martedì 28 aprile 2009 alle ore 21.00 presso la sala del consiglio della Rocca Feltresca di Monte Cerignone, è convocato il Consiglio Comunale.
E' l'ultimo di questa Amministrazione in quanto il 6 e 7 giugno 2009 si voterà per il rinnovo del consiglio medesimo.
| Antica Fiera di Santa Croce |
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| Monte Cerignone, 2 e 3 Maggio 2009 | ||
| Programma | ||
| Sabato 2 Maggio |
In serata, apertura della cantina di Ca' Margut |
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| Domenica 3 Maggio |
Mercato tradizionale |
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| Mostra animali |
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| Esposizione animali della fattoria |
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| Esibizione di monta western |
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| Sfida al toro meccanico |
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| Gara delle torte |
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| Gioco del baghino | ||
| A.C. Monte Cerignone -- S.S. Sestino 1980 |
a cura di Ilvo Diamanti
università di Urbino
La Politica come teatro
GIOVEDì 12 MARZO 2009 ORE 11,00
AULA MAGNA - SCIENZE POLITICHE
LA POLITICA E' UNA COSA SERIA?
INFORMAZIONE, GOSSIP E IRONIA
ANTONIO ALBANESE
MARTEDì 17 MARZO 2009 ORE 16,30
AULA MAGNA - PALAZZO BATTIFERRI
LA POLITICA COME IMITAZIONE
NERI MARCORE'
EUROPEE: MASTELLA CANDIDATO CON IL PDL| Fabrizio Rossi |
348/7993726 |
| Massimo Giorgini | 335/7480301 |
Riporto alcune considerazioni fatte dalla mia cara collega di studio Alessia (ovviamente con il suo benestare).
Probabilmente cose già dette da quanti hanno voluto prendere posizione su questo ulteriore capitolo vergognoso della "democrazia" italiana ma che hanno un sapore diverso se a dirle è chi veramente questa scelta l'avrebbe fatta.
La vicenda di Eluana Englaro mi ha colpita profondamente.
Chi mi conosce sa che qualche anno fa ho vissuto una vicenda personale molto difficile, mi sono ritrovata a 26 anni con una diagnosi di leucemia.
Ora ho 33 anni, ho superato fisicamente la malattia...anche se la ferita nell'anima non la curerà nessuna medicina.
Perchè parlo della mia esperienza?
Perchè quando mi sono trovata dentro quella tragedia ho provato ad immaginare la mia vita nel caso in cui fossi sopravvissuta.
Ho visto tante persone non farcela, Alessandro era in ospedale con me e ci ha lasciato a soli 19 anni.
Ho visto la forza della disperazione di chi non vuole abbandonare la vita ma è condannato.
Ho visto però anche chi è condannato alla vita, ho visto malati martoriati con i farmaci, chemioterapie che ti trasformano in un mostro, ho visto un dolore disumano, ho visto chiedere pietà con gli occhi.
Esiste anche questo purtroppo, una dimensione di non vita che attraversa le corsie degli ospedali e che rimane silenziosa, disperatamente silenziosa.
Con me in ospedale c'era mia mamma, che con la forza che solo una madre può dare, mi ha aiutata prima a sperare e poi a guarire.
Mentre eravamo in ospedale, nel primo periodo, quando ancora non era chiaro l'esito delle chemioterapie, ho fatto fare alla mia mamma la promessa più difficile: le ho fatto promettere che, se mi fossi trovata senza speranza e senza la capacità di decidere, lei mi avrebbe aiutata a non soffrire più, mi avrebbe aiutata a mettere fine alla non-vita.
Perchè esiste un confine tra ciò che è vita e ciò che non lo è più.
Quella di Eluana è da 17 anni non-vita e lei e la sua famiglia meriterebbero in questo difficile momento solo silenzio e rispetto.
E' vero la vita è sacra e io lo so bene...ma purchè sia vita.
Alessia Morani
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