Monte Cerignone e dintorni

martedì, 15 gennaio 2008

Il partygiano Dolce Salato

Questo è il mio commento al post "Lettera da un operaio già morto" pubblicato da  Ares il 17 Dicembre 2007: una breve carrellata d'immagini dedicate al compagno, partygiano Fausto Bertinotti. Nome di battaglia: "Dolce Salato".

In ordine di apparizione:

  1. Fausto Bertinotti, la padrona di casa Guya Sospisio ed i resti di donna Assunta Almirante (e qui ci starebbe bene un bel bestemmione).
  2. Fausto Bertinotti con Fabiano Fabiani, ex presidente di Finmeccanica.
  3. Lella e Fausto Bertinotti in compagnia di un'agguerrita femminista.
  4. Valeria Marini e Fausto Bertinotti.
  5. Vittorio Cecchi Gori con il grande amico Fausto Bertinotti (Berti Notti, per l'occasione).
  6. Il compagno di mille battaglie Bruno Vespa assieme a Fausto Bertinotti.
  7. Ancora Bruno Vespa e Fausto Bertinotti.
  8. Alain Elkann, papà di Lapo e John, con Fausto Bertinotti.
  9. Lella e Fausto Bertinotti indottrinano due giovani No Global. Domanda: di che colore è Lella?
  10. Fausto Bertinotti con il paladino del proletariato Vittorio Sgarbi.
  11. Fausto Bertinotti e Gustavo Selva, idolo della Croce Rossa.
  12. Alain Elkann, Fausto Bertinotti ed il subcomandante Cesare Romiti, nome di battaglia: "Giglio Concimato", discutono della condizione dell'operaio all'interno del mercato globale.
  13. Lella Berti Notti, Fabrizia Bucci Casari e Fausto Berti Notti teorizzano l'amore libero.
Un sentito grazie al lavoro di "la Frusta" e di "Dagospia".


Fausto Bertinotti - Assunta Almirante
Fausto Bertinotti - Fabiano Fabiani
Lella Bertinotti - aristocratica - Fausto Bertinotti
Valeria Marini - Fausto Bertinotti
Vittorio Cecchi Gori - Fausto Bertinotti
Bruno Vespa - Fausto Bertinotti
Bruno Vespa - Fausto Bertinotti
Alan Elkann - Fausto Bertinotti
Lella Bertinotti - Fausto Bertinotti - ricchi vari
Fausto Bertinotti - Vittorio Sgarbi
Fausto Bertinotti - Gustano Selva
Elkann - Bertinotti- Romiti
Lella - Fausto - Fabrizia Bucci Casari

frutto di: fioreselvaggio alle ore 15/01/2008 15:00 | link | commenti (9)
categorie: secondo me, appunti sparsi, mad world

Commenti
#1   15 Gennaio 2008 - 23:33
 
...e dove sono i famosi mocassini?...io sono d'accordo quando mi si critica l'inFausto partygiano però perché con Chavez non si usa lo stesso peso e la stessa misura?...sembra che da quando sia al potere, quest'ultimo, non faccia altro che scialacquare a destra e a manca...di recente mi pare di aver letto da qualche parte che se la stia addirittura spassando con Naomi Campbell!
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#2   16 Gennaio 2008 - 00:39
 
Perché Bertinotti è un traditore, Chavez ancora no. Perché Bertinotti al polso porta l'orologio del Milan che gli ha regalato l'amico Silvio, Chavez no. In definitiva, perchè fra Bertinotti e Chavez (o Fidel) la differenza di "peso" è notevole: quando l'impegno politico di Bertinotti si tradurrà nella nazionalizzazione delle industrie a stelle e strisce o nell'avvento delle "35 ore", finendo per questi motivi nel mirino dell'intelligence neoimperialista sarà trattato proprio come Chavez. Non vedo l'ora.

PS: nessuno ti vieta di postare un articolo incentrato sulle scopate di Chavez. Dal canto mio, sarò felice di leggerlo.
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#3   16 Gennaio 2008 - 11:32
 
mi chiedo come mai tuttavia non sia ancora scattato l'embargo per il Venezuela...quando Fidel nei lontani anni cinquanta nazionalizzò veramente tutto ciò che era degli americani questi non ci pensarono due volte a far scattare un embargo che dura ormai da 45 anni.
E stranamente, a nessun Presidente americano, ancora oggi, è mai venuto in mente di rimuovere tale embargo....anzi, di recente sono state ratificate una serie di leggi che vanno esattamente nella direzione opposta. Certo, Fidel voleva bombardare gli americani con le armi nucleari, ma questa ormai è un'altra storia, è acqua passata. Persino i Russi ormai sono stati perdonati!
Come mai, nonostante sia addirittura finita la guerra fredda, ancora oggi a Cuba, a distanza di ben 45 anni permane un embargo così pesante e prepotente mentre per il Venezuela non è scattata nessuna sorta di sanzione?
Io sono d'accordo, lo ripeto, a proposito dell'infausto Fausto...ma la misura, ripeto anche questo, deve essere omogenea altrimenti i conti non torneranno mai.
utente anonimo

#4   16 Gennaio 2008 - 13:14
 
...ti facilito il lavoro (nel caso intendessi rispondermi)...tuttavia non è questo il punto secondo me:


Chàvez nel mirino
venerdì 04 agosto 2006

Il presidente del Venezuela, Hugo Chàvez, ha ritirato ieri (3 agosto) il suo ambasciatore in Israele come forma di protesta, indignato nel vedere come lo stato di Israele "continui a bombardare, invadere, assassinare e squartare innocenti con aerei, truppe e l'appoggio degli Stati Uniti". Subito un portavoce di Israele ha risposto: "Siamo preoccupati e stiamo studiando la maniera migliore per rispondere". Cosa intenda Israele per "rispondere" lo abbiamo visto nelle ultime settimane.Il Venezuela è già da tempo nel mirino degli Stati Uniti.
E' un Paese ricchissimo di risorse energetiche, in particolare petrolio e gas. L'America Latina, dal Venezuela all'Argentina, ha visto negli ultimi mesi il continuo affermarsi di governi di sinistra e la sconfitta dei candidati appoggiati dagli Stati Uniti. Le popolazioni indigene vogliono essere molto più attive e influenti, soprattutto in Bolivia e in Ecuador, dove o esigono il controllo nazionale su gas e petrolio o, in certi casi, combattono tout court la produzione. Ha
scritto Noam Chomsky sul Guardian il 15 marzo scorso: "molti indigeni, a quanto sembra, non vedono alcuna ragione per cui le loro vite, società e culture debbano essere alterate o distrutte per permettere ai newyorkesi di sedere comodamente nei loro fuoristrada in mezzo a un ingorgo".
Il Venezuela, primo esportatore di petrolio dell'emisfero, fa ormai parte del Mercosur e, oltre a fornire carburante all'Argentina, ha saldato quasi un terzo del debito argentino del 2005, e l'intera regione cerca di sottrarre il
Paese argentino al controllo del Fondo monetario internazionale (Fmi) dopo un ventennio di disastrosa osservanza delle
regole imposte da istituzioni finanziare allineate con gli Usa con la conseguente bancarotta che tutti ricordiamo.
Questo di certo è un problema per gli Stati Uniti, che stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari cercando di tenersi
per sé il tesoro petrolifero che hanno rubato invadendo l'Iraq, e da mesi si è capito che sono pronti a fare lo stesso con l'Iran (come da anni è scritto nel PNAC). Come se tutto ciò non bastasse, c'è il dilemma del Venezuela che hanno tentato di risolvere senza successo per ben tre volte. Il Venezuela possiede dei giacimenti di idrocarburi ancora maggiori dell'Iraq e dell'Iran (i più grandi del mondo, maggiori perfino di quelli arabi) ed ora è guidato da Hugo Chàvez, che non intende sottomettere il suo paese (e le sue risorse) al suo vicino imperiale del nord che continua a richiederle. In Bolivia
Evo Morales, primo presidente indigeno del Paese, nel maggio scorso ha fatto altrettanto: adesso è lo Stato boliviano ad essere proprietario delle proprie risorse. Fino ad allora gli investitori stranieri operavano nei giacimenti e prendevano la maggioranza delle quote di produzione per poi venderla per il loro guadagno. Adesso lo Stato è proprietario del gas al momento della sua estrazione. Ai boliviani andrà la maggior parte dei profitti provenienti dalle loro risorse mentre agli investitori stranieri andrà la quota adeguata che spetta loro, non di più. E' finita la pacchia per i predatori, a spartire le risorse boliviane non sarà più la Big Oil, dietro la lunga ombra degli Stati Uniti, come accaduto fino ad ora.
Il popolo di queste nazioni chiede giustizia ed equità, un "male" per gli Stati Uniti e per gli interessi delle grandi compagnie che si arricchiscono a dismisura sfruttando le risorse dei paesi meno sviluppati e la loro forza lavoro meno cara.
Quindi, cosa dobbiamo aspettarci in futuro? Stephen Lendman scriveva il 15 maggio scorso: "Io non ho dubbi a proposito, e l'ho scritto diverse volte. Quando un Paese va contro gli interessi degli Stati Uniti, non dormirà sonni tranquilli. Ci sono ora buone prospettive che il quarto tentativo di fermare Hugo Chàvez possa comprendere anche uccisioni e addirittura assalti armati da parte degli Stati Uniti stessi. Ho pubblicato un commento/recensione sul nuovo libro di Noam Chomsky "Failed States". In una sua e-mail del 29 Aprile scorso lo stesso Chomsky ha aggiornato la sua opinione, già espressa nel libro, ed ha fornito una valutazione molto schietta di quello che potrà essere in prospettiva, sostiene infatti che lui stesso "non sarebbe affatto sorpreso di vedere i movimenti secessionisti (ispirati dagli Stati Uniti) nelle aree petrolifere in Iran, Bolivia, Venezuela, tutti nelle zone accessibili alle forze militari americane e così lontane dai loro
governi da permettere agli Stati Uniti di "difenderle" e bombardare il resto del paese se necessario". Io condivido questa opinione anche se non sono al corrente di quali piani terribili abbia in mente il governo americano. Cercherò solo di far
intendere a tutti la mia convinzione che per fermare il Presidente Chàvez (e ora forse anche Morales) è stato architettato qualcosa di molto grosso che verrà poi messo in pratica una volta che la scintilla scoppierà".
Inoltre i rapporti tra Cuba, altro stato nel mirino americano, e Venezuela si stanno facendo sempre più stretti. Il
Venezuela fornisce petrolio a basso costo e Cuba, in cambio, organizza programmi di alfabetizzazione e medicina preventiva, con migliaia di professionisti altamente specializzati, insegnanti e medici, che si recano nel Paese per lavorare nelle aree più povere ed emarginate. Il sistema cubano di assistenza medica gratuita per tutti viene gradualmente adottato anche altrove. Un sistema di eccellenza: in occasione del devastante terremoto in Pakistan dello
scorso ottobre 2005, Cuba ha garantito al Pakistan il maggiore contingente di personale medico e paramedico sobbarcandosi tutte le spese (in alcuni casi con il contributo del Venezuela), il presidente pakistano Musharraf ha
espresso profonda gratitudine per la "forza d'animo e la dedizione dei team di medici cubani, che comprendono più di mille medici specializzati, per metà donne, che hanno prestato assistenza in remoti
paesini in mezzo alle montagne dormendo nelle tende, all'addiaccio, e immersi in una cultura aliena quando invece le organizzazioni occidentali erano già andate via.
La Casa Bianca il 16 maggio scorso ha deciso d'imporre sanzioni a carico del Venezuela di Hugo Chàvez, giustificando
tale provvedimento con la solita banalità di cui è capace: presunta mancanza di collaborazione nella lotta al terrorismo. In
concreto, le sanzioni consistiono nel divieto assoluto di vendere armi allo Stato sudamericano (per indebolirne le difese in vista di un'invasione?..). Da mesi le autorità venezuelane avevano denunciato un'imminente serie d'iniziative degli
americani contro di loro che adducessero il terrorismo come motivazione; Chàvez ha inoltre più volte accusato Bush di
volerlo far eliminare. Già nel 2002, un gruppo di ufficiali militari corrotti e la destra venezuelana (con l'appoggio della CIA)
tentarono un colpo di Stato, Chàvez fu catturato e destinato a morte: il popolo venezuelano scese in piazza a milioni ed il
tentativo fallì. Ma non sarà di certo l'ultimo.

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http://www.pressante.com Realizzata con Joomla! Generata: 16 January, 2008, 12:53
utente anonimo

#5   05 Febbraio 2008 - 15:48
 
guarda che mancano le peggiori, quelle con il dott. Fagioli , guru romano capo della psico.religione detta analisi collettiva, quello che ha mandato uno dei suoi a comprare Avvenimenti oggi rinominato LEFT che appena arrivato ha licenziato Giulietto Chiesa e il suo successore e ancora ogni tanto licenzia altri lavoratori pur di pubblicare ogni settimana una delirante lettera del Maestro, trovatele non è difficile
utente anonimo

#6   05 Febbraio 2008 - 16:10
 
Niente da dire: hai ragione. L'amicizia col guru è un altro capitolo della disarmante biografia di Bertinotti che andrebbe approfondito.
Ma i miei cari detrattori poi direbbero che ce l'ho con lui, che sono disinformato, che guardo la Juventus, che voglio la rivoluzione etc.
Che c'entra? Nulla, ma tant'è...
Saluti
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#7   08 Febbraio 2008 - 15:34
 
Concordo,
e poi non si può andave a pavlave pev conto dei lavovatovi, dentro una giacca di cashmere da 1500€.
Non è una questione di eleganza ma di rispetto.
utente anonimo

#8   03 Marzo 2008 - 23:00
 
Dici bene, infatti mi pare che nel commento #2 non fossero stati usati dei "pare" comunque non voglio diventare eccessivamente puntiglioso rompendo le balle e parafrasando ogni parola anche perché mi rendo conto che persino io non sono certo stato esente in passato, né probabilmente lo sarò, dall'uscirmene con qualche certezza.

Non ho ben compreso a cosa ti riferissi con quell'allusione al mio commento #4 contenuta nel tuo commento al post TERRORO NERO. Se volevi dire che io ho confermato quello che te avevi precedentemente affermato (riportando in definitiva le stesse notizie), direi che non è proprio così, quell'articolo era stato portato come esempio, più che altro, nel tentativo di anticipare una ovvia risposta, ma poi la discussione si è arenata lì. Se contiene dei dati inesatti invece devo ammettere di non averlo verificato riga per riga.

In ogni caso ora ti spiego le ragioni per cui, come avrai capito, non amo particolarmente questo post.
Avevo desistito visto che ne andavi così fiero anche per il fatto che era stato ripreso in un blog ben più famoso del nostro.
Ora scherzo un attimo poi torno ad esser serio: io questo post l'avrei intitolato "Il Paparazzo Ricky" più che "Il Partygiano Bertinotti".
E da qui potresti già capire le ragioni per cui non mi piace. Così come non mi piace quando su "Novella 2000" ci finisce Chavez che fa il baciamano a Naomi Campbell.
Comunque, tornando a noi, voglio dire che con queste quattro foto estrapolate da un contesto che nessuno di noi conosce con precisione (probabilmente neppure l'autore) non si può pretendere di voler far passare una tesi: quella che Bertinotti sia un traditore.
Prima si dovrebbero spiegare le ragioni del suo tradimento e caso mai, come ulteriore prova si potrebbero portare anche queste foto.
Altrimenti non si può che rimanere infastiditi dalla tendenziosità della notizia un po' come accade quando si guarda "Emilio Fede" o "Striscia la Notizia" che estrapolano frasi qua e la come fa loro più comodo.

Per il resto concordo perfettamente sul fatto che Berty sia un traditore ma preferisco i dati alle "illazioni".
Fatto ciò si sarebbero potute allegare tutte le foto del mondo.

Aggiungo che se invece volessimo guardare il post esclusivamente con occhio sarcastico, allora non potrei far altro che sorridere anch'io.

In quanto a Chavez, nutro verso quest'uomo una sorta di diffidenza, dovuta al solito pensar male, che non me lo fa promuovere, anzi, per esser onesto, sto solo aspettando qualche sua mossa falsa.
Potrebbe essere che, come accade a volte allo studente con il professore, quest'ultimo abbia preso a voler male al primo, non lo nego e ovviamente non mi auguro che ciò che vado a dire sia vero ma se riconsideriamo la questione ENI ho come l'impressione che Chavez abbia sottratto agli USA qualcosa che certamente gli apparteneva ma che non ha esitato a rivendere a qualcun'altro della stessa combriccola sostituendosi personalmente a quella che poteva essere la Exxon o qualche altra compagnia petrolifera americana.

Sempre meglio così che altrimenti ma siccome chi è stato a Caracas di persona mi ha raccontato che i mendicanti vengono allontanati dalla città a suon di legnate dalla polizia affinché non importunino i turisti, qualcosa che non mi torna c'è. Mi vien da pensare, come ho già detto, che Chavez non stia facendo altro che sostituirsi agli americani e non certo ridistribuire la ricchezza.
Poi spero di sbagliarmi...ma considerata anche la dittatura che cerca di instaurare direi che qualcosa che non funziona c'è veramente. Mi rendo conto tuttavia che sia costretto a combattere ogni giorno contro gente che lo osteggia accanitamente e con cui dovrà quotidianamente scendere a compromessi.
Staremo a vedere.

Tornando al compagno Berty devo aggiungere solo un'ultima cosa, una notizia dell'ultim'ora: pare che cominci già a fare i capricci all'interno dell'Unione però, per dovere di cronaca, va detto che si starebbe opponendo alla candidatura di Calearo definito falco di Confindustria a causa "...della vicenda del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, in cui la Federmeccanica ha puntato fino all'ultimo a non fare il contratto, e quando si è fatto ha detto che era l'ultimo di quella stagione".
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#9   12 Aprile 2008 - 20:10
 
"Avevo desistito visto che ne andavi così fiero anche per il fatto che era stato ripreso in un blog ben più famoso del nostro."

Il blog di cui parla bingo è questo.
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