Monte Cerignone e dintorni

mercoledì, 11 giugno 2008

Il collasso annunciato

Pochi giorni fa, il Financial Times ha pubblicato, a firma di Peter Barber, un articolo intitolato "What happened to building 7?" Il pezzo non aggiunge nulla di nuovo: chi segue il dibattito sui fatti dell'11 Settembre 2001 conosce bene gli elementi presenti nell'articolo. Sono cose già note, smentite, ribadite, sconfessate e riaffermate. Nulla di anomalo, quindi. Tranne la fonte, particolarmente autorevole. Tutti quelli che hanno dubbi legati alla versione ufficiale saranno contenti (termine poco appropriato, lo ammetto) di sapere che da qualche giorno c'è il Financial Times a far loro buona compagnia.
Segue l'articolo ma siate buoni: la traduzione è mia.

***

Cosa accadde all'Edificio 7?
 
Per i più dubbiosi, la vicenda dell'Edificio 7 - la terza torre del complesso del World Trade Center crollata l'11 settembre - è la prova che i media tradizionali sono complici della grande congiura. Quel giorno, la BBC annunciò il crollo dell''edificio quasi mezz'ora prima dell'effettivo cedimento. Nel filmato si vede la giornalista Jane Standley che dà la notizia alle 4.54 pm mentre le immagini alle sue spalle mostrano la torre ancora in piedi.

Si piegherà su se stessa soltanto 26 minuti più tardi, sette ore dopo il crollo delle Torri Gemelle.

Quando il filmato della Standley finì su Youtube, i più diffidenti bombardarono di domande e accuse il sito della BBC. Richard Porter, capo della BBC World News, negò il coinvolgimento della rete in qualsiasi fantomatica macchinazione presumibilmente ordita da Bush. Egli disse che la BBC malintese gli avvertimenti delle squadre di vigili del fuoco rispetto ad un crollo imminente, annunciando erroneamente che era già accaduto. Addebitò l'errore alla confusione di quel giorno. Anche la CNN aveva riportato la notizia di voci riguardo un terzo edificio che era crollato o stava per crollare.

Ma, alimentando ulteriori sospetti, lo stesso Porter poco dopo ammise che la BBC non possedeva più il nastro originale del servizio.

Per coloro che non credono alla versione ufficiale dei fatti dell'11 Settembre, l'Edificio 7 è la pistola fumante (ovvero, la prova del crimine, NdT) anche per altri motivi.  Come è potuto crollare, si chiedono, un grattacielo in cemento armato così moderno a causa di un semplice incendio, senza nemmeno essere colpito da uno dei velivoli dirottati?

I 47 piani del WTC 7 franarono quasi a velocità di caduta libera, rimanendo in gran parte all'interno del perimetro di costruzione: tutte caratteristiche, dicono gli scettici, di una demolizione controllata.
L'Edificio 7 aveva qualche inquilino affascinante.

Il principale occupante era Salomon Brothers, la banca, ma nono e decimo piano erano impiegati dai servizi segreti. Nei tre piani superiori c'era la Securities and Exchange Commission (l'agenzia di vigilanza della borsa valori). Il New York Times ha riferito che l'edificio ospitava anche un ufficio segreto della CIA adibito allo spionaggio ed al reclutamento di diplomatici stranieri di stanza presso le Nazioni Unite. La CIA ha dichiarato che la perdita dell'ufficio ha "gravemente rallentato" le operazioni di intelligence.

La CIA condivideva un piano con un ufficio del Dipartimento della Difesa e dell'Internal Revenue Service (l'agenzia delle entrate).

Il crollo del palazzo ha anche spazzato via l'Ufficio di gestione emergenze della città di New York al piano 23, complicando ulteriormente la reazione agli attentati.

I più diffidenti si sono aggrappati al suggerimento che nel pomeriggio del 11 settembre Larry Silverstein, proprietario dell'edificio, diede ad un comandante dei vigili del fuoco: egli disse che avrebbero dovuto "tirare" (pull) l'edificio a causa di un guasto all'impianto antincendio per limitare la furia del fuoco. "Pull", sostengono gli scettici, in gergo tecnico significa demolire. Debunking911.com ricorda che il termine si riferisce effettivamente al tirare giù un edificio a distanza mediante l'uso di cavi. Tramite il suo portavoce, Silverstein precisò più tardi che intese dire al capo dei vigili del fuoco che la cosa più importante era quella di proteggere la vita dei vigili del fuoco, incluso il "tirarli fuori" ("pulling them out") dall'edificio, se necessario.

L'US National Institute of Standards and Technology iniziò l'analisi del crollo dell'Edificio 7 insieme a quella delle Torri Gemelle nel 2002, ma le indagini vennero successivamente separate, ed i risultati dell'inchiesta che riguarda il WTC 7 non saranno disponibili prima di Agosto. Questo ritardo ha alimentato il sospetto che i funzionari siano in difficoltà nel trovare una plausibile linea di depistaggio. Al NIST sostengono che lo sviluppo delle indagini è stato rallentato dalla complessità del modello di calcolo attualmente utilizzato, che simula per intero la fase del crollo, dall'inizio alla fine. Dicono inoltre che sono state ritrovate altre ottanta scatole di documenti relativi alla WTC 7 e che devono essere esaminate.

L'ipotesi del NIST è che fuoco e/o detriti piovuti dopo il collasso della Torre Nord (responsabili di un lungo squarcio sul lato sud dell'Edificio 7) abbiano danneggiato una colonna critica per il sostegno del tetto di duemila metri quadri. I piani inferiori non sono stati in grado di redistribuire i carichi, e l'intera struttura è franata su sé stessa. Il fatto che il crollo sia stato scatenato da un danneggiamento interno potrebbe spiegare l'aspetto di demolizione controllata, con campo di caduta piccolo.

La curiosità degli scettici può così essere sintetizzata: "mentre il NIST non ha riscontrato prove di un'esplosione o di demolizione controllata, lo stesso NIST preferisce concentrarsi su ipotetici scenari di esplosione che potrebbero aver danneggiato uno o più elementi della struttura".

La BBC, nel frattempo, deve ancora convincere alcuni dei suoi critici. Voleva filmare il seminario "9/11 Truth" seminario presso la Immanuel Presbyterian Church di Los Angeles, ma le riprese sono state bloccate dagli stessi organizzatori, citando il pessimo servizio offerto nell'occasione del crollo dell'Edificio 7.

Copyright The Financial Times Limited 2008


L'articolo originale si trova qui.

frutto di: fioreselvaggio alle ore 11/06/2008 17:28 | link | commenti
categorie: mad world

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